martedì 23 gennaio 2018

L'ora più buia (2017)

Un altro piccolo passo verso gli Oscar, su, che oggi ci sono le nomination. Nel weekend ho visto L'ora più buia (Darkest Hour), diretto nel 2017 dal regista Joe Wright e vincitore del Golden Globe per il Miglior Attore Drammatico.


Trama: nell'ora più buia della seconda guerra mondiale, Winston Churchill diventa primo ministro e si ritrova a dover arginare l'inarrestabile avanzata di Hitler...


Avvertenza: il post è scritto da una persona che non studia storia dal 2005, anno dell'esame di Storia Contemporanea, per l'appunto, quindi tutto ciò che leggerete viene desunto dalla visione del film e dalla lettura di un articolo su Wikipedia dedicato alla Battaglia di Gallipoli. La cosa che ho maggiormente apprezzato de L'ora più buia, al di là dell'interpretazione di Oldman sulla quale tornerò, è la scelta di non raccontare la vita di Churchill, bensì il momento più critico per lui, per l'Inghilterra e per l'Europa intera. Un momento storico ben definito che ha rischiato di consegnare il Vecchio Mondo nelle mani della folle dittatura nazista, cosa non avvenuta per qualcosa che non esiterei a definire "botta di culo" piuttosto che "geniale scelta tattica delle forze avversarie"; ben lontano dall'essere fine stratega, il Churchill presentato al pubblico del 2017 è una figura controversa, quasi un po' fastidiosa, un uomo coraggioso e testardo ma anche rabbioso e dalle idee in qualche modo discutibili se considerate senza il senno di poi, con gli occhi di chi è stato abbandonato a Calais o di chi auspicava sicuri trattati di pace onde fermare battaglie e morti inutili. Sul Churchill de L'ora più buia pesa ancora l'esito terrificante della Campagna di Gallipoli, praticamente "decisa" dall'allora primo Lord dell'Ammiragliato (in realtà, come spesso accade, pare che Churchill fosse diventato il capro espiatorio ma la colpa della disfatta andrebbe attribuita anche ad altri membri del governo dell'epoca...), pesano allo stesso modo l'età non più giovanissima, la diffidenza degli altri membri del governo, una vita passata a rinunciare all'umanità in favore di cose più "materiali" (simpatiche ma anche angoscianti le interazioni con la moglie e i figli), la consapevolezza di avere tra le mani la vita di valenti soldati e di un'intera nazione e ovviamente è per questo che alla fine si arriva a parteggiare per lui in quanto "tutto è bene quel che è finito bene", alla faccia di Re Bertie, Halifax e tutti quelli che non la pensavano come il primo ministro. Detto questo, non bisogna pensare che L'ora più buia sia un film semplice o con un unico punto di vista, anzi. Mi è sembrato piuttosto che la sceneggiatura stesse bene attenta a bilanciare l'elemento storico e quello umano senza propendere troppo per l'uno o l'altro, assecondando ovvie scelte di "spettacolarizzazione" soprattutto nel prefinale e scegliendo pochi interlocutori dotati di uno sguardo privilegiato verso i dubbi dell'uomo Churchill (la moglie, la segretaria e Re Giorgio VI), anche perché per focalizzare tutta l'attenzione su di lui basterebbe "solo" la grande interpretazione di Gary Oldman.


Ammetto sinceramente che senza la performance di Oldman il film sarebbe poco più di un divertissement storico, da dimenticare il giorno dopo la visione. La regia di Joe Wright, tolte un paio di sequenze emozionanti concentrate nel primo discorso via radio di Churchill, il famigerato confronto all'interno della war room e il triste destino dei soldati a Calais, non è esaltante come mi sarei aspettata, nonostante la cura profusa nelle scenografie e la scelta di una bella fotografia, capace di illuminare anche gli ambienti soffocanti del consiglio di guerra. Per contro, Gary Oldman si mangia un cast non particolarmente memorabile (salvo forse l'elegante Kristin Scott Thomas nei panni di Clementine Churchill), inghiotte tutto ciò che lo circonda non già in virtù di un trucco prostetico fatto bene e capace di renderlo irriconoscibile ma per merito dei suoi occhi tormentati, lo sguardo penetrante che spunta sotto quel trucco da vecchio ciccione; all'interno della "maschera" di Churchill c'è un attore capace di renderlo vivo con una fisicità fatta di tic e tirate compulsive di sigaro e, soprattutto, con un terrificante lavoro sulla voce. Il Churchill di Oldman passa nel giro di pochissimo dall'essere un politico sanguigno (e probabilmente sanguinario, chissà) dotato di una voce roboante, capace di trascinare collaboratori e masse in una missione praticamente suicida, all'essere un vecchio balbettante, smarrito nelle incertezze di una responsabilità attesa ma giunta probabilmente troppo tardi, proprio nel momento in cui mente e fisico non sono nella loro forma migliore, al punto da fare quasi tenerezza. Per questo, senza nulla togliere ai doppiatori italiani (in questo caso abbiamo quello di Tony Soprano e Walter White, Stefano De Sando, abbonato quindi a ruoli di uomini ruvidi e non più di primo pelo), consiglierei la visione de L'ora più buia in una sala che lo proietti in lingua originale, altrimenti rischiereste di perdervi tutto ciò che fa della pellicola di Joe Wright un film imperdibile e meritevole di almeno un Oscar.


Del regista Joe Wright ho già parlato QUI. Gary Oldman (Winston Churchill), Ben Mendelsohn (Re Giorgio VI), Lily James (Elizabeth Layton) e Ronald Pickup (Neville Chamberlain) li trovate invece ai rispettivi link.

Kristin Scott Thomas interpreta Clemmie. Inglese, ha partecipato a film come Quattro matrimoni e un funerale, Mission: Impossible, Il paziente inglese e Gosford Park. Anche regista, ha 57 anni e tre film in uscita.


Triste ironia: John Hurt, malato di cancro, avrebbe dovuto interpretare un personaggio che ha condiviso il suo triste destino, Neville Chamberlain, ma stava talmente male che non è riuscito a filmare neppure una scena. L'anno scorso, per la cronaca, è uscito un altro film sul primo ministro inglese, ancora inedito in Italia, ovvero Churchill, dove il personaggio titolare è interpretato da Brian Cox , affiancato da Miranda Richardson; non so dirvi come sia ma se L'ora più buia vi fosse piaciuto potete provare a recuperarlo assieme a Dunkirk e Il discorso del re. ENJOY!

27 commenti:

  1. Concordo, il film si regge quasi esclusivamente sull'eccezionale performance di Gary Oldman ... e ciò è sufficiente per rendere pressoché obbligatoria la visione.

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    1. Personalmente sono contenta che gli abbiano offerto un ruolo simile. Ultimamente era abbonato a parti insignificanti all'interno di filmetti commerciali, speriamo che il ruolo di Churchill segni un ritorno a fasti migliori :)

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  2. Visto al TFF. Mi sono annoiato a morte, però lui bravo. Anche troppo.
    Non ha il mio tifo, quest'anno.

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    1. A me i biopic storici esaltano, non rischio la noia di solito :)
      Al momento (ma aspetto le nominéscion oggi) tifo Oldman, ma mi pronuncerò solo dopo aver visto un po' di performance candidate in più.

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  3. Ammetto sinceramente che senza la performance di Oldman il film sarebbe poco più di un divertissement storico.

    Direi che sei del parere di altri blogger, gigantesco Oldman e brava la Scott Thomas, peraltro in panni più 'vecchi', per il resto direi che posso tranquillamente saltare questo film :D

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    1. Sì, non è uno di quei film memorabili. Dovessi fare un paragone sarebbe con La teoria del tutto, una di quelle pellicole che sembrano costruite apposta per agevolare l'attore di turno ad acchiappare l'Oscar (un po' come Revenant - Redivivo...)!

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  4. Probabilmente vedrò l'ora più buia questo fine settimana, comunque ottimo articolo ;)

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    1. Grazie! Spero il film possa piacerti altrettanto :)

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  5. Gary Oldman salva da solo tutto il film con la sua recitazione, per il resto un buon film con però diverse scelte discutibili in fase di sceneggiatura.

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    1. Nella mia ignoranza storica ho apprezzato anche la sceneggiatura, sebbene non sia così incisiva come avrei voluto.

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  6. Sono d'accordo che molte sfumature del film si perdono con il doppiaggio italiano (per quanto di ottima fattura).

    Per il resto un film godibile, con una trama abbastanza semplice ma scorrevole e con il chiaro obbiettivo di portare qualche Oscar a casa. Oldman da solo vale il prezzo del biglietto.

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    1. Non so come lo doppino ma Oldman sembra spesso una pentola di fagioli sul fuoco, particolarissimo, un po' come Colin Firth ne Il discorso del re, dove a tratti sembrava di sentire il suono della gola dell'attore che si chiudeva (cosa che non ho percepito nel doppiaggio italiano).

      Un po' eccessivo nominare il film come Miglior Pellicola agli Oscar ma spero che almeno Oldman porti a casa la statuetta.

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  7. Ultimamente fioccano biopic a profusione... Wright di solito mi piace, e Oldman lo adoro, ma questo mi ispira davvero poco :(

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    1. Viste le premesse io invece una chance gliela darei :)

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  8. Sono molto curioso di vederlo. A parte che le biografie mi piacciono, ma già in The Crown c'era un buon Churchill credo sulla stessa strada per cui sono curioso di "proseguire" con questo personaggio (è una motivazione logica? nella mia mente lo è xD)

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    1. In The Crown Churchill lo fa John Lithgow, giusto? E' uno dei motivi che prima o poi (appena avrò tempo) mi faranno recuperare la serie!!

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    2. Giustissimo e secondo me lo interpreta proprio bene

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    3. Non avevo dubbi! Io lui lo amo dai tempi di Una famiglia del terzo tipo *__*

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  9. forse lo vedo stasera, appena termino di vedere santa clarita diet che mi sta divertendo un mondo xD

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    1. Santa Clarita Diet è esilarante :)

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    2. divertentissima, tra poco faccio la rece xD

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  10. E' un film che mi interessa molto e che vista anche la nomination a miglior film mi dovrò pappare in questo mese e mezzo, magari anche a breve. E comunque Joe Wright è pur sempre quello che ha fatto il miracolo di farmi piacere Orgoglio e pregiudizio, quindi con questo film potrebbe soddisfarmi alla grande!

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    1. Io avevo adorato quello e Anna Karenina ma qui in quanto a regia non c'è nulla di trascendentale, ahimé. Non capisco la nomination, francamente, visto che il film merita solo per Oldman.

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  11. Lo vedrò prossimamente, torno a rileggere più tardi :)

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  12. E' in rampa di lancio, ovviamente in originale.
    Non ho grandi aspettative, ma sono comunque curioso di Oldman.

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    1. No, lui è immenso. Non gli si può dire nulla, davvero :)

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