mercoledì 17 maggio 2017

Paddington (2014)

Le feste sono state anche l’occasione per dare una chance al palinsesto televisivo che di solito snobbo ma che, sotto le luci natalizie e capodannesche, si riempie di film per bambini non solo Disney. Complice anche il ricordo di recensioni positive, una sera di dicembre mi sono quindi ritrovata a guardare Paddington, diretto nel 2014 dal regista Paul King e tratto dai libri per ragazzi scritti da Michael Bond.


Trama: un orsetto originario del Peru viaggia fino a Londra e viene ospitato da una famiglia di umani, i Brown, che lo battezzano Paddington e promettono di aiutarlo a trovare l’esploratore che tanti anni prima aveva stretto amicizia con i suoi zii.



Sono troppo vecchia per queste st… dai, avete capito. Alla fine di Paddington, circondata da madre, padre e gatta addormentati sul divano, ho fatto mie le parole di papà Bolla, il quale ha aperto gli occhi giusto per dire “Ma mia cu l’ea propriu inna belinata, eh.” mentre mamma annuiva senza osare proferire favella per paura di deludermi. A meno che non abbiate cinque/sei anni, la storia di un orsetto del Peru che viaggia fino a Londra a mo’ di orfanello/profugo e si piazza nella stazione di Paddington con un cartellino al collo che recita “Prendetevi cura di lui” è qualcosa di talmente mieloso che difficilmente riuscirete ad arrivare alla fine (io ci sono riuscita ma per non soccombere alla melassa ora ho la tessera della Lega in una mano e un santino di Salveenee nell’altra, fatevi due conti), soprattutto se non sarete in grado di sorvolare sui soliti cliché “mamma matta, babbo burbero, sorella adolescente ribelle, fratello che vuol tanto bene al papà ma non viene capito incontrano essere pasticcione che gli devasta casa ma insegna loro il significato della parola aMMore (che è poi lo stesso canovaccio base del 90% degli horror che guardo, solo che al posto dell’orsetto ric…tenerino, ci sono spettri/maniaci/mostri più o meno truculenti)”. Ma anche sorvolando su questo sterotipo e provando a guardare Paddington sorseggiando una tazza di ottimo the inglese, tocca sorbirsi la parte “action” della pellicola, incentrata su una povera pazza che non ha nulla di meglio da fare se non riempire il museo di animali impagliati a causa di un trauma infantile, mentre uno dei tanti Dottori televisivi cerca inutilmente di concupirla. Certo, Paddington è un’istituzione britannica e la pellicola è rivolta ad un pubblico di bambini, l’orsettino è tanto carino e sicuramente se leggessi i libri illustrati mi convertirei alla causa di Michael Bond cominciando a riempirmi la casa di peluche con cappellini rossi e giacchine blu ma stavolta la magia, almeno a livello di storia e coinvolgimento emotivo, non ha attecchito.


Va un po’ meglio, e per fortuna, il comparto tecnico, altrimenti credo che i poveri genitori costretti a vedere questa robetta si sarebbero impiccati per la disperazione. Paddington e i suoi zii sono degli orsotti molto carini e, pur parlando il linguaggio umano, sono stati realizzati con pochissime concessioni ad un design antropomorfo, al punto da sembrare degli orsi veri. Anche le scenografie sono molto belle e si accompagnano a scelte di regia intelligenti che un po’ intristiscono visto la pochezza della storia alla quale sono state messe al servizio. La casa dei Brown è a dir poco spettacolare, con il muro dipinto con rami di fiori di ciliegio e le stanze da letto che rispecchiano la personalità del membro della famiglia che le abita, ma anche la bottega dell’antiquario e la sede degli esploratori sono spettacolari, soprattutto quest’ultima e il sistema di posta pneumatico che la caratterizza. Allo stesso modo, è simpatica la scelta di raccontare il prologo della storia con uno stile che richiama i filmini degli anni ’40 oppure quella di mostrare l’intera casa sezionata in modo da consentire al pubblico di vedere cosa accade in ciascuna stanza contemporaneamente alle altre. Per quanto riguarda il reparto attori, invece, l’appassionato di cinema e serie TV rischia di esclamare “No, Maria, io esco!”. Peter Capaldi tanto quanto se la cava, portando a casa un ruolo idiota con un tale ed autoironico aplomb scozzese da meritargli il ruolo di Lord, i membri della famiglia Brown sono accettabili nel loro essere stereotipi da film per bambini e forse anche Julie Walters, per quanto irriconoscibile, con un paio di whiskey in corpo potrebbe risultare simpatica ma Nicole Kidman e Jim Broadbent? No, dai. La Kidman è costretta in un personaggio talmente imbarazzante che penso l’abbia portata a quel livello solo la scarsità di ingaggi dovuta agli interventi estetici sbagliati, mentre il povero Broadbent è semplicemente sprecato, buttato lì a caso perché forse mancava un attore inglese da dare in pasto al pubblico, chissà. Insomma, un diludendo sotto tutti i punti di vista. Che brutto invecchiare!


Di Imelda Staunton (voce originale di zia Lucy), Michael Gambon (voce di zio Pastuzo), Ben Whishaw (voce di Paddington), Hugh Bonneville (Henry Brown), Julie Walters (Mrs Bird), Nicole Kidman (Millicent), Peter Capaldi (Mr Curry) e Jim Broadbent (Mr Gruber) ho parlato ai rispettivi link.

Paul King è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Inglese, ha diretto episodi della serie The Mighty Boosh. Anche attore, ha 39 anni e un film in uscita, Paddington 2.


Colin Firth avrebbe dovuto doppiare Paddington ma, secondo il regista, l'orsetto non poteva avere la voce di un "bell'uomo di mezza età dotato della voce più bella del mondo" quindi lo ha sostituito con Ben Whishaw. Emma Thompson, che viene ringraziata nei titoli di coda, ha invece supervisionato lo script, "limandolo" per quanto possibile. L'anno prossimo dovrebbe uscire Paddington 2, con lo stesso cast, ma è già previsto anche un Paddington 3 e, se non doveste averne abbastanza di orsetti, sappiate che esistono anche tre serie animate dedicate al personaggio. Nell'attesa, potete sempre guardare Il GGG - Il grande gigante gentile. ENJOY!

12 commenti:

  1. Ah, io invece l'ho trovato adorabile ai tempi!
    Sarà che, per una volta, eravamo sotto Natale e non mi sentivo il Grinch. Una vita fa, insomma. :)

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    1. Non so, pur essendo sotto Natale l'orsetto rich...ehm... britannico non ha fatto breccia nel mio cuore di pietra XD

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  2. Effettivamente la sceneggiatura fa schifo, però a me è piaciuto abbastanza, non tutto ma alcune cose erano carine, come la band che appare, geniale ;)
    Comunque credo proprio non facesse per te :D

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    1. No, probabilmente sono troppo vecchia per gli orsetti :P

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  3. io invece mi ci sono stufata parecchio...
    nel senso che all'inizio non mi ha presa, quindi l'ho mollato!

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    1. Oh, evviva! Temevo di essere l'unica ad essersi fatta due marroni tanti XD

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  4. mi è piaciucchiato, certo che Nicole Kidman ha fatto di meglio xD

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    1. Ma povera Nicole, perché si è buttata giù a 'sto modo?

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  5. Nooo peccato, io l'ho trovato adorabile!

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  6. Sai, l'ho visto all'epoca. L'ho trovato carino per le famiglie, superiore anche al cartoon (dove l'orso è più odioso)

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    1. Ancora? Io già volevo spellare questo..! XDXD

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