lunedì 2 gennaio 2012

Bollalmanacco on Demand - A Dangerous Method (2011)

Molto lentamente prosegue la mia folle idea di recensire, di tanto in tanto, film "su commissione". Dopo praticamente due mesi di attesa, è arrivato il momento di esaudire il desiderio della Wooder Marika e parlare di A Dangerous Method, diretto nel 2011 da David Cronenberg. Seguirà, non so ancora quando, Barry Lyndon di Stanley Kubrick (sto già sudando freddo XD).


Trama: il film racconta la storia del difficile rapporto tra Jung e Freud, ulteriormente complicato dalla presenza di un'ex paziente dello psicologo tedesco, Sabina Spielrein.


Io sono una fan accanita di David Cronenberg, che è uno dei miei registi horror preferiti. La sua costante riflessione sulla psiche che muta la carne e viceversa è qualcosa di macabro e assolutamente affascinante. Era ovvio immaginare che, prima o poi, l'horror avrebbe cominciato ad andare stretto al regista canadese, e che avrebbe dovuto iniziare a battere altre strade. A Dangerous Method è l'ultima evoluzione della poetica cronenbergiana, un film riflessivo, fatto solo di dialoghi, di ragionamenti sulla natura umana, sul rapporto tra i due padri della psicologia moderna, su come l'uomo possa essere facilmente "plagiato" e costruito dagli altri grazie ad un complicato intreccio di desideri, limiti autoimposti e convenzioni sociali. Tuttavia il fan di Cronenberg si trova davanti una pellicola che, per certi versi, è assolutamente lontana dal suo stile e che, nonostante gli argomenti trattati, risulta quasi un freddo esercizio di vuota psicanalisi.


A costo di passare per ignorante(ssa), infatti, devo dire che A Dangerous Method non mi ha lasciato nulla, non mi ha provocato nessuna emozione. Premettendo che i miei "studi" filosofici si sono interrotti con la fine delle scuole superiori, di Freud e Jung non so praticamente nulla. Ho trovato quindi molto interessante la scelta di "semplificare" il confronto tra i due, riducendo il dibattito alla fondamentale diversità del loro approccio (mentre Freud, empiricamente, cercava solo di dare un volto alla malattia mentale ed interpretare i sogni, Jung puntava a guarire il paziente, cercando di guidarlo verso quello che credeva fosse il suo destino, minato appunto dalla malattia) così che lo spettatore potesse poi fare le opportune ricerche se la sua curiosità fosse stata stimolata. Mi è piaciuta anche l'idea di inserire questa donna malata ma estremamente acuta, Sabina Spielrein, come forza distruttiva in grado di deteriorare il rapporto tra i due studiosi e di portare alla malattia chi l'aveva curata, ovvero Jung, consentendogli nello stesso tempo di capire meglio la direzione che avrebbero dovuto intraprendere i suoi studi. Però, gira che ti rigira, mi è sembrato di stare a guardare una lunga, interminabile seduta psichiatrica imperniata su questi tre personaggi.


Non posso comunque dire che A Dangerous Method sia un film brutto, anzi. L'interpretazione dei tre attori protagonisti sfiora la perfezione: Keira Knightley, nonostante all'inizio sia assolutamente insopportabile, riesce a gestire un personaggio complicatissimo, costantemente a braccetto con la follia, mantenendo comunque la dignità di una persona realmente esistita; Michael Fassbender, oltre ad essere bellissimo, rende perfettamente l'idea dello studioso combattuto tra il desiderio di mantenere la sua professionalità e quello, molto più umano, di soccombere alla passione per la sua paziente; Viggo Mortensen, il migliore dei tre, è praticamente la reincarnazione di Freud. Quindi, riassumendo, A Dangerous Method non rientrerà mai nei miei film preferiti di Cronenberg, né lo eleggo come uno dei migliori dell'anno passato, ma è comunque una pellicola interessante, pur se adatta a pochi, pazienti e consapevoli spettatori.


Il Bollalmanacco ha già ospitato quasi tutti gli attori coinvolti, trovate i post che parlano di loro ai rispettivi link: Keira Knightley (Sabina Spielrein), Viggo Mortensen (Sigmund Freud), Michael Fassbender (Carl Jung) e Vincent Cassel (Otto Gross).

David Cronenberg è il regista della pellicola. Sicuramente il mio regista horror preferito dopo Carpenter e uno tra i più “viscerali” e complicati, sempre pronto a violare la carne e lo spirito dell’uomo per metterne a nudo il male e le perversioni, lo ricordo per film come i disturbanti Rabid, sete di sangue e Il demone sotto la pelle, Brood – La covata malefica, Scanner, Videodrome, La mosca, La zona morta, Inseparabili, l’incomprensibile (ah, ma prima o poi lo recensirò, e vedremo!) Il pasto nudo, eXistenZ, Spider e A History of Violence. Canadese, anche attore (da brividi la sua performance in Cabal) sceneggiatore e produttore, ha 68 anni e un film in uscita.


Ad interpretare Freud avrebbe dovuto essere inizialmente Christoph Waltz, che ha rinunciato per partecipare a Come l'acqua per gli elefanti (ma.... Christoph....) e anche Christian Bale era stato contattato per il ruolo. Francamente, credo che in questo caso Viggo Mortensen sia stata comunque la scelta migliore. A proposito del buon Viggo, se il film vi fosse piaciuto vi consiglierei di cercare A History of Violence, che è sempre diretto da Cronenberg e vede l'attore americano come protagonista. ENJOY!

16 commenti:

  1. Concordo. Anche io l'ho trovato un film realizzato come un compitino.
    Ben fatto, ottimamente recitato, ma decisamente troppo poco per Cronenberg.

    RispondiElimina
  2. se vuoi puoi subaffittare a me il dolente incarico.In giro di pochissimo tempo avrai la recensione su commissione bella che pronta,copio anche il tuo stile eh!
    ps:si,perchè è l'aspirazione massima di ogni scrittore in incognito far da ghostwriter per chiunque!^_^

    ps:questo film lo guarderà perchè la trama mi interessa assai

    RispondiElimina
  3. @MrJamesFord

    E' quello che ho pensato anche io. Non sembrava un film suo, avrebbe davvero potuto girarlo chiunque.

    @Babordo

    Ahaha nuooo!! Mi diverto troppo a scrivere recensioni. Solo che ho paura di scrivere delle stupidaggini su Barry Lyndon... stiamo parlando di Kubrick, mica pizza & fichi!
    Guardalo, guardalo, poi fammi sapere!!

    RispondiElimina
  4. Neanche io sono impazzita con questo film, pur adorando Cronenberg. Ma credo che sia un film volutamente freddo e trattenuto, perché è un ennesimo film di passaggio verso una nuova fase della carriera del regista. Mi ha incuriosito per gli sviluppi futuri che potrebbe prendere il suo stile. E mi aspetto grandi cose, rivoluzionarie :D

    RispondiElimina
  5. Anche io mi aspettavo grandi cose... finché non ho letto che il protagonista del suo imminente nuovo film è Robert Pattinson... Demone, ESCI DA QUESTO CORPOOO!!!

    RispondiElimina
  6. Eh, sì, c'è Pattison, purtroppo, ma il progetto è meraviglioso. Cosmopolis, per la miseria! E Pattison ha anche la faccia giusta. E poi, David sa far recitare anche i sassi :D

    RispondiElimina
  7. Incrocio le dita, guarda. Mi scoccia solo dovermi incappucciare per andare a vedere il film, onestamente guardare un film con Pattinson mi mette vergogna XDXD
    Però Cronenberg è Cronenberg, cavolo!!

    RispondiElimina
  8. Insomma, non lo consigli neanche tu. Mi sa che passo definitivamente, allora.

    RispondiElimina
  9. Non è che non lo consiglio, perché i brutti film sono sicuramente altri.
    Ma Cronenberg ha fatto molto meglio.

    RispondiElimina
  10. Le incontrollabili spinte erotiche di Sabina, logorate da un educazione repressiva e quelle di Jung, inizialmente frenato dall' opportunismo (la moglie ricchissima lo sostenne economicamente per lungo tempo) sbattono e vincono contro la razionalità della psicanalisi, che dovrebbe frenarle e controllarle. La punizione come deriva orgasmica, l’oscenità cerebrale, rapporti violenti e sadomasochistici; il Cronenberg che conosciamo c'è sempre, solo che invece di usare immagini esplicite, racconta tutto questo con un fiume di parole, che entra nelle menti colpendo come una lama affilata. Parole, parole, parole, forse troppe, che rischiano di far cadere lo spettatore in una sorta di insopportabile onanismo verbale, ma che non inganna chi conosce l'opera del diavolo Cronenberg.

    Tesi a confronto, tradimenti, pulsioni, rancori, tormenti, incastonati in una messa in scena elegantissima, formale, algida, a suo modo estrema, sconosciuta (questa si) ai fan Cronenberghiani abituati alla sua violenza visiva. Per molti Dangerous Method è un film di transizione, che vede Cronenberg indeciso sul da farsi, lontanissimo dal capolavoro Crash (1996), dall'horror vaginale Inseparabili (1988), ma altrettanto distante da A history of violence (2005), personalmente mi piace pensare che questa pellicola sia l'ennesima dimostrazione della grandezza del maestro canadese.

    RispondiElimina
  11. L'indecisione non l'ho vista, o meglio: mi pare che Cronenberg sappia dove vuole andare e che questa sia l'ennesima dimostrazione di quanto sia un Autore, più che un semplice regista, in grado di rinnovarsi ad ogni film.

    Tuttavia, preferisco le sue vecchie opere, nonostante riconosca che A Dangerous Method sia comunque un bel film superiore a tanta fuffa che esce ora nelle sale.

    RispondiElimina
  12. Questo film lo dovrò recensiere pure io, per dimostrare il mio amore verso il regista. Comunque concordo con il tuo giudizio che, a dire il vero, è rimasto un po' in sospeso nell'attesa di vedere verso quali lidi porterà il suo percorso...

    RispondiElimina
  13. Sinceramente, adoro Cronenberg, ma credo che se non mi avessero espressamente "richiesto" la recensione avrei aspettato parecchio prima di avventurarmi a vedere questo film!! Aspettiamo con fiducia allora.

    RispondiElimina
  14. Ti capisco, anche io lo adoro e avevo visto questo film carico di aspettative... la recensione è dovuta...

    RispondiElimina
  15. Ammetto che il film è girato benissimo ma tende ad essere freddo. Però è un tassello fondamentale del nuovo corso intrapreso dal regista canadese, questa pellicola è l'inizoo del racconto sulla metaforfosi del verbo, della parola. A continuare il filo lasciato alla fine su quella spiaggia arriva il successivo "Cosmopolis", ove la parole mutà in seguito a pulsioni non più solamente sessuali. Non il Cronemberg che preferisco (ad esempio "Cosmopolis" sta parecchio sopra a questo), ma nemmeno disprezzabile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, io Cosmopolis non ho avuto il coraggio di vederlo. E sì, lo ammetto, la presenza di Pattinson è un incredibile deterrente, non posso farci nulla...

      Elimina

Se vuoi condividere l'articolo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...