venerdì 1 ottobre 2010

Inception (2010)

Che trip, è proprio il caso di dirlo. E’ difficile uscire dall’atmosfera onirica di Inception di Christopher Nolan, soprattutto è difficile recensirlo a caldo dopo solo una visione, visto che sicuramente avrò perso l’80% dei dettagli, ma posso provarci.

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Trama: Cobb è una sorta di ladro “onirico”, in grado di entrare nei sogni della gente, nel loro subconscio, e di rubare loro i segreti più nascosti, grazie anche ad un valido gruppo di abili aiutanti. Il suo desiderio più grande è quello di tornare, dopo anni, a casa dai suoi figli, cosa che non può fare a causa di un mandato di arresto internazionale. L’unico che può esaudire il suo desiderio è il potente magnate Saito, che gli commissiona non di rubare un’idea, ma di impiantarla nella mente del figlio del suo diretto concorrente. Inutile dire che la cosa non sarà facile…

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Miracolo. Finalmente sono riuscita ad andare a vedere un film colmo di effetti speciali funzionali alla trama che il regista ha RIFIUTATO di girare in 3D. E vai col primo punto a favore. Un film commerciale sì ma privo di attorucoli adolescenti o iperfighe incapaci di recitare messi solo per fare audience. Secondo punto a favore. Un film che, sebbene sia stato sicuramente ispirato da qualcosa di già esistente, non è né un remake, né un reboot, né un sequel, né un prequel, ma una storia concepita e scritta ex novo dal regista. Terzo, importantissimo punto a favore. Inception è una gioia per gli occhi e per le orecchie, ed è un esercizio mentale non da poco. Rinuncio in partenza ad avvallare o confutare tutte le teorie psichiche ed oniriche che stanno alla base della complicatissima trama, perché i tecnicismi di base mi sfuggono e giuro che se nel film ci sono delle incongruenze o dei passaggi illogici non li ho assolutamente colti, ma anche se fosse: chi se ne frega. La pellicola di Nolan per me è stata una perfetta scatola cinese, un rompicapo costruito da mille fili diversi che il regista snoda con maestria fino alla fine, trovando di ognuno un capo e una coda. Non sono solo il sogno e la realtà che si mescolano, ma i sogni con altri sogni, la fantascienza con lo spionaggio, l’avventura con l’introspezione psicologica; Inception non si limita a mostrarci paesaggi a base di CGI conditi con gran paroloni, ma ci fa affondare nella mente di un uomo che ha perso tutto per avere giocato con qualcosa di troppo difficile da capire e che ora è completamente alla deriva, un uomo che ha rovinato la sua vita per sperimentarne un’altra, e che ora è tormentato dai sensi di colpa e dai rimpianti. Un vecchio nel corpo di un giovane, il cui animo viene esplorato e penetrato principalmente grazie all’innocenza di una ragazza che invece la vita deve ancora iniziarla, e che gioca con i sogni con tutta la meraviglia e la fiducia in sé stessa tipica di qualsiasi adolescente. Un subconscio forte e complesso, che cerca di forzare quello di un altro giovane uomo che deve cominciare la propria vita da solo, dopo essere uscito dall’ombra di un padre opprimente e distante; un’operazione che potrebbe rivelarsi semplicemente devastante oppure, anche se compiuta per scopi meno che nobili, salvifica e positiva. E questo ci porta al quarto punto a favore del film, il finale. Semplicemente diabolico.

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La realizzazione del tutto è magistrale. Ci sono moltissime immagini che mi hanno colpita, tutte scandite dalla splendida colonna sonora di Hans Zimmer. Prima fa tutte l’intera sequenza che mostra allo spettatore i tre livelli del sogno in contemporanea: il furgone che cade nel fiume al ralenti, secondi che diventano lunghissimi minuti, durante i quali, in un altro “piano”, Joseph Gordon – Levitt oscilla privo di gravità e combatte assecondando i movimenti del suo corpo addormentato, mentre in un altro piano il resto dei personaggi affronta una battaglia nella neve quasi impossibile, e su tutto incombe una Non je ne regrette rien che a tratti si sente normalmente, a tratti viene distorta e resa lentissima, rimbombante, tanto da non sembrare neppure la canzone di Edith Piaf. E poi, molto più semplicemente, mi ha spiazzata la scena in cui Ariadne piega completamente le leggi della fisica nel sogno di Cobb, creando una Parigi priva di cielo, con palazzi e strade al suo posto. Ci sarebbero mille altre scene da citare, però non voglio rovinarvi il gusto della sorpresa. Mi limiterò ad aggiungere che gli attori sono tutti perfetti, a partire da “faccia da pancotto” Di Caprio, che in questo film finalmente ha smesso di essere bolso come negli ultimi che avevo visto; voto 10 a Joseph Gordon – Levitt che interpreta una spalla stilosa e professionale da morire, all’affascinante e raffinatissima dark lady di Marion Cotillard e all’ambiguo Ken Watanabe, con il suo personaggio in bilico tra avida “cattiveria” e un animo essenzialmente zen. Detto questo, l’anno cinematografico appena iniziato non poteva venire inaugurato meglio.

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Di Leonardo Di Caprio, che interpreta Cobb, ho già parlato qui, Cillian Murphy, alias Robert Fischer, è stato nominato qua, mentre Pete Postlethwaite, che appare nel ruolo del padre morente di Fischer, lo trovate qui.

Christopher Nolan è regista e sceneggiatore del film. Autore completo e molto interessante, tra i suoi film ricordo il particolarissimo Memento, Insomnia, Batman Begins, The Prestige e Il cavaliere oscuro. Inglese, ha 40 anni e un terzo film di Batman in progetto.

Christopher Nolan

Joseph Gordon – Levitt interpreta Arthur. Va bene, io sono di parte, visto che seguo questo ragazzo da quando, all’età di 15 anni, recitava nell’esilarante Una famiglia del terzo tipo con il ruolo di Tommy, il vecchio alieno nel corpo di adolescente. Adesso è cresciuto e la sua bravura non è calata, anzi. Tra i suoi altri film ricordo Beethoven, Halloween 20 anni dopo, 10 cose che odio di te e (500) giorni insieme mentre per la tv ha recitato in Casa Keaton, La signora in giallo, Pappa e ciccia, That’s 70’s Show, Oltre i limiti e Numb3rs. Americano, ha 29 anni e quattro film in uscita. Quando e se uscirà il Batman nuovo di Christopher Nolan per lui dovrebbe esserci pronto un ruolo ereditato nientemeno che dal mitico Jim Carrey: quello dell’Enigmista.  

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Michael Caine (il cui vero nome è Maurice Joseph Micklewhite) compare in un cameo nel ruolo di Miles, il vecchio mentore di Cobb. Uno dei più grandi attori inglesi e, ultimamente, feticcio di Nolan visto che compare in quasi tutti i suoi film, lo ricordo per pellicole come Un colpo all’italiana, Vestito per uccidere, Hannah e le sue sorelle (per il quale ha vinto l’Oscar come migliore attore non protagonista), Lo squalo 4: la vendetta, Festa in casa Muppet, Blood and Wine, Le regole della casa del sidro (per il quale ha vinto il suo secondo e meritato Oscar come migliore attore non protagonista), Austin Powers in Goldmember, Batman Begins, The Prestige e Il cavaliere oscuro. Ha 77 anni e tre film in uscita. Nel prossimo Batman di Nolan lui dovrebbe riprendere il ruolo del maggiordomo Alfred.

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Ellen Page interpreta Ariadne. Giovanissima attrice canadese già nominata all’Oscar come miglior attrice protagonista per il film Juno, ha partecipato anche a Hard Candy e X – Men: conflitto finale (col ruolo di Kitty Pride), inoltre ha prestato la voce per un episodio de I Simpson. Ha 23 anni e due film in uscita.

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Lukas Haas appare nella prima parte del film nei panni dell’”architetto” Nash. L’attore americano nei miei ricordi di bambina rimarrà sempre il ragazzino protagonista dell’inquietante Scarlatti, il thriller, ma nel frattempo è ovviamente cresciuto (malissimo!!), e tra i suoi altri film segnalo Witness – Il testimone, Mars Attacks! e Long Time Dead. Ha anche partecipato a serie come Ai confini della realtà, Le avventure del giovane Indiana Jones, 24 e Criminal Minds. Ha 34 anni e quattro film in uscita.

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Tra gli altri, bravissimi attori coinvolti segnalo Ken Watanabe (attore giapponese già apparso in film come L’ultimo samurai e Memorie di una Geisha) nel ruolo di Saito, Tom Hardy (attore inglese già apparso in Maria Antonietta e Rocknrolla) nel ruolo di Eames e Marion Cotillard (attrice francese già apparsa nel Big Fish di Tim Burton e ne La vie en rose, biopic dedicato ad Edith Piaf, la cantante di Non je ne regrette rien, utilizzata dai protagonisti del film come sfondo per ogni risveglio.) nei panni della moglie di Cobb, Mal. E ora, piuttosto che lasciarvi con un trailer che avrete visto in tutte le salse, fatevi un pò di cultura e ascoltate la splendida canzone che ho già citato due volte nel post. ENJOY!




5 commenti:

  1. mamma che film °_°non me lo sarei aspettato, sinceramente, ma ho visto delle scene spettacolari e in cui davvero mi sono chiesto... ma come hanno fatto a girarla questa?il combattimento nel corridoio che letteralmente rotola è strepitosa, così come mi sono piaciuti i paradossi, il gioco degli specchi e ogni altra trovata geniale del film : Pche dire poi del finale? per una volta si esce dalla sala con soddisfazione vera... non perché c'è stato dato il finale-contentino, ma perché abbiamo elementi a sufficienza per chiudere la questione come più ci aggrada e senza nulla togliere alla pellicola.

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  2. Grandissimo film. Di Caprio immenso, Gordon Levitt miticissimo, ma anche tutti gli altri. E poi la l'associazione sogno-cinema è davvero straordinaria.

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  3. Ciao, non trovando un contatto ti segnalo qui il corto di fantascienza horror "The Furfangs" visibile sul mio sito:www.andrearicca.comGrazie e complimenti per il blog.Andrea

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  4. Dovresti guardare l'episodio di South Park dedicato a questo film, a mio parere lo surclassa

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  5. Esiste un episodio simile...???
    DEVO trovarlo!!
    Grazie per la segnalazione!

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